FIXED MINDSET nel Golf Errori che un giocatore può fare con un Fixed Mindset. 1. Giocare con un atteggiamento demotivante; 2. Essere ipercritici del proprio gioco; 3. Alimentare i pensieri demotivanti; 4. Reazioni inadeguate ai propri errori; 5. Idee poco chiare. 1. Giocare con un atteggiamento demotivante – Per giocare bene a golf è necessario e fondamentale avere un Growth Mindset. Troppi giocatori iniziano un round con delle aspettative molto alte e un atteggiamento rigido e non flessibile. Se domandate ad un giocatore di golf quali sono i suoi obiettivi per quelle 18 buche potreste sentirvi dire, per esempio: “fare xx colpi”, “prendere il 50% del fairway”, ecc. E se non raggiungesse il suoi obiettivi? Si sentirebbe male. Come ben sapete aspettative alte portano anche ad un Fixed Mindset che non fa altro che aumentare la pressione psicologica nel giocatore. Avere un Growth Mindset significa avere la convinzione di fare bene, ma nello stesso tempo non sentirsi sottoposti né alla pressione del risultato né all’evitare errori. Significa giocare con “libertà mentale” concentrandoci su ciò che possiamo controllare: il pre-shot routine e pre-shot Mental Skill, il linguaggio del corpo, il dialogo con sé stessi ed essere focalizzati sul presente. È fondamentale capire e interiorizzare che qualunque sia il risultato, questa è un’esperienza di crescita. Come possiamo ottenere questo? Ponendoci domande strategiche: “Ho fatto tutto il possibile per ottenere il meglio da me stesso?” “Se non ho dato il meglio di me stesso: dove, come e quando posso modificare il mio Mindset per ottenere il meglio?” 2. Essere ipercritici del proprio gioco – Un brutto colpo? Può succedere! Cosa fare? Ci sono molti giocatori che dopo un “push” o una serie di “slice” in gara, cominciano a prestare un’eccesiva attenzione al loro swing, dimenticandosi che se si presta troppa attenzione al swing questo diventa “legnoso” e non fluido. Il nostro focus dovrebbe centrarsi sul movimento totale del corpo e non sul particolare. Certo, ci può essere una maggior attenzione sul pre-shot routine ma, nei secondi che precedono il backswing, l’attenzione dovrebbe rivolta alla totalità del gesto atletico e non ad evitare errori o cercare di modificare il movimento. Voglio usare una frase di Bob Rotella: “It should be the shot that makes the swing, not the swing that makes the shot!” 3. Alimentare I pensieri demotivanti – Nella nostra mente ci sono sempre pensieri, pensieri che appaiono e se ne vanno mentre altri si “fermano” e noi decidiamo di concentrarci su di loro. Studiosi delle neuroscienze affermano che nel trascorso di una giornata nella nostra mente appaiono all’incirca 70.000 pensieri, di questi i 2/5 potrebbero essere considerati negativi. Non possiamo controllare completamente i nostri pensieri, ma possiamo controllare il nostro pensiero. Se decidiamo di seguire e quindi alimentare un pensiero gli permettiamo di crescere di farsi sempre più forte tanto da influire nel nostro stato d’animo e… nel nostro gioco. La capacità della consapevolezza dei nostri pensieri e la nostra concentrazione ha un nome: MINDFULNESS. È normale avere dei dubbi su sé stessi, cioè avere dei pensieri su ciò che non vorremmo accadesse. È altrettanto normale temere di sbagliare un putt da 50 cm alla buca 18, ma questo non significa trasformare quel pensiero in emozione. Imparate a lasciare che i pensieri appaiano e se ne vadano senza prestarvi eccessiva attenzione e portate l’attenzione al presente. Uno degli scopi del file audio che vi sto preparando è proprio quello di trasformare i pensieri negativi in positivi. 4. Reazioni inadeguate ai propri errori – C’è l’abitudine nel mondo del golf di classificare ciò che succede nel campo come “brutto” o “bel” colpo. Vi consiglio di pensare e dire che nessun colpo è “brutto”. Certamente ci sono tiri buoni, abbastanza buoni e tiri… che sono un’opportunità per imparare! Quando un colpo lo considerate “brutto” invece di reagire pensando “non è la mia giornata” oppure “ho perso il swing” osservatelo in un modo più obiettivo e cercate di darvi una risposta neutrale e costruttiva. È logico sentirsi frustrati per un obiettivo mancato, ma ciò che succede nel post-shot è fondamentale affinché non influisca nel colpo successivo o nel resto della gara. Provate a porvi queste domande: • Ho fatto il pre-shot routine completo? • Nel mio pre-shot Mental Skill ero presente? • Quanto ero focalizzato nel colpo? • Sentivo il ritmo dello swing? Rivedete il tiro che avete appena realizzato e immaginate come vi sarebbe piaciuto farlo, e ritornate con il pensiero al presente vedendolo come un’opportunità di apprendimento. Un bravo golfista ha concentrazione e attenzione su ciò che impara, e non attenzione sul tiro o nel risultato. 5. Idee poco chiare – Mi capita spesso di sentire dai maestri di golf che non sempre vedono i loro allievi impegnati al 100% nel swing che vogliono fare. Se non c’è un focus ben chiaro su ciò che si vuol ottenere, il dubbio appare. Come ben sapete il dubbio mette in discussione le proprie capacità. È imperativo avere una chiara idea e visione di ciò che vogliamo fare e mantenerla ferma nella nostra mente. Jack Nicklaus e Johnny Miller hanno sempre affermato l’importanza di visualizzare ogni colpo nei minimi dettagli, persino immaginare quanti rimbalzi avrebbe fatto la pallina prima di fermarsi. Anche se credete di non riuscire ad immaginare il vostro tiro è importante che abbiate ben chiaro cosa volete ottenere da quel tiro. Verbalizzare ciò che si intende fare, può aiutare nel riaffermare le proprie intenzioni. Confrontandomi con giocatori professionisti che hanno il proprio caddie mi dicono che confrontarsi con lui, prima di ogni colpo permette loro di giocare meglio. In questo momento magari non avete un caddie, ma questo non significa che non possiate parlare con voi stessi e sperimentare un impegno del 100% su ogni colpo. Fate questo esercizio: quando vi state avvicinando alla pallina, verbalizzate ciò che avete intenzione di fare. Che intenzione di tiro avete? Draw, straight o fade? Dove cadrà la pallina e dove finirà la sua corsa? Ragazzi ricordate Switched-on Golf™: “Si può imparare ogni volta che si gioca!” Buon divertimento, Mario Conte